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26/09/2005
Nulla da cancellare. Questo blog rimane on line. Ma da oggi mi trovate qui.
26/07/2005
La notizia è ormai datata, ma considerando che sono praticamente offline da una settimana, e che questa è la prima connessione dalla nuova casa, non la potevo comunque ignorare. A maggior ragione vista la lista della mia Top 5 di sempre che campeggia qui a sinistra. Inevitabile pensare alla quasi ossessione di Mr.Pierce per i medicinali, dal booklet di Ladies and Gentlemen, al layout del sito web, fino ai titoli dei brani degli Spacemen 3. Ricordo quando lo intervistai telefonicamente a Radio Città del Capo poche ore prima di un concerto degli Spiritualized a fine estate coi Gorky's. Ero praticamente terrorizzata, perchè sulla stampa inglese (che all'epoca leggevo abitualmente) si narrava che fosse un tipo insofferente e collerico, pronto ad alzarsi e andarsene di fronte a una domanda fastidiosa, e propenso a rispondere a monosillabi. Invece me lo ricordo gentile, pacato, acuto. E anche se non lo fosse stato, love and happiness to you, Jason!
12/07/2005
Il mio compleanno (il 34°, non lo nascondo), è iniziato da 1 ora e 21 minuti (secondo la radiosveglia) o da 1 ora e 26 minuti (secondo il cellulare) e ho già ricevuto due regali non indifferenti. Un augurio via diretta radiofonica a sorpresa (roba da film, grazie Davide :) e l'attivazione della Summer Card gratuita dalla Vodafone. Che le due cose siano su due piani differenti mi pare evidente, comunque niente male per l'inizio di un compleanno in cui - finalmente - non desidero altro che essere nel punto preciso (qui, ora) dove sono adesso.
08/07/2005
La verità è che si ha sempre almeno una possibilità di scelta. E le scelte si fanno, costantemente, si sceglie una vita al prezzo di tante piccole morti. La verità è che ci si schiera, si crea una scala di valori, di priorità. Ciò che è è l'assassinio di tutto ciò che sarebbe potuto essere. Ma ha la presunzione e la vanagloria della propria esistenza, l'arroganza dell'essere.
21/06/2005
Sì, vabbè, Wild Boys se la potevano anche risparmiare, che mi veniva in mente il paninaro del Drive In, e i pezzi di Astronaut fanno abbastanza cacare, ma la doppietta Sound of Thunder + The Chauffeur qualche brividino me l'ha fatto venire...
07/06/2005
"Ma lo avevo visto andare in pezzi davanti ai miei occhi, e questo, caro lettore, è un modo sicuro per farsi un nemico." M. Richler
05/06/2005
Ultimamente, complici i viaggi in treno e le ore trascorse a rosolarmi al sole sugli scogli, sto decisamente contribuendo ad alzare la media nazionale di libri letti pro capite nell'arco di un anno solare. Funziona così: mi infiltro in una qualsiasi libreria e lascio scorrere una mezz'ora buona a decifrare, con la testa piegata a 90°, titoli e nomi di autori, fagocitando prefazioni e biografie, ovviamente preferendo le collane economiche, finchè un "qualcosa" mi chiama, e mi fa risolvere ad avvicinarmi alla cassa e uscire tutta soddisfatta con un bel volumetto nuovo fumante nella borsa. A inizio settimana avevo acquistato, e letto in tre giorni, Il Gioco Preferito, il primissimo romanzo scritto da Cohen. Che sapevo bene essere canadese, questo sì, ma non di Montreal e non di famiglia ebrea. Coinvolgente, soprattutto per la scrittura davvero immaginifica e per alcuni ritratti, anche se l'assunto che per essere bravi scrittori/poeti/cantautori occorra spezzare il cuore in maniera un pò vigliacca e masochista ad almeno una donna o due non posso dire mi trovi propriamente d'accordo. Poi ieri sera, nel quasi consueto giro al Porto Antico, mi trovo a fare amblinblon fra tre volumi: una storia di Pirati di Defoe, un romanzo ambientato nella Genova portuale di inizio '900 e La versione di Barney di Richler Mordecai. Spinta da una curiosità un pò morbosa (ne avevo letto "da qualche parte") propendo per quest'ultimo; scarto il cellophane, e scopro che si tratta di un altro autore canadese, ancora di Montreal, e ancora di famiglia ebrea, e per di più ambientato suppergiù negli stessi anni di quello di Cohen. Una semplice coincidenza? Se non altro, ci vorrebbe una bella recensione parallela...
01/06/2005
Domani torna in Italia William E. Withmore. Ancora col tour manager tedesco Felix, uno che ha una bella distro hard-core/punk, fra l'altro. Withmore è un gentleman d'altri tempi, un enigmatico personaggio che sembra uscito dalle pagine ingiallite di un romanzo noir nascosto in soffitta. Il primo incontro alla Casa 139, ai tempi del tour del marzo 2004. Voce roca, anzi rochissima, con spiccato accento yankee. Mitica t-shirt "T'amazzo" rossa e nera, souvenir di un recente gig londinese con Ale/Eatenbysquirrel/Prague. Agenda rilegata in pelle perennemente fra le mani, a scrivere appunti misteriosi. Fascio di rose tatuato sul braccio, di cui una gialla ("For my mom, it was her favourite colour"). "Me and Felix are going to take a pizza, which one do you prefer?" "No, tks, I'm not hungry" - fa William, mostrando un bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto?) di Jack Daniels. Che poi non l'ho mai visto mangiare qualcosa di solido e non alcolico, nè la mattina dopo, quando abbiamo improvvisato la colazione nel monolocale di Emilio (per la cronaca indie, Emilio dei Port-Royal) che ci ospitava, nè la domenica dopo, allo Zuni di Ferrara, dove si cena così bene che il concerto potrebbe essere un pretesto per assaggiare il loro risotto al radicchio. L'erede di Tom Waits e Johnny Cash, dicono, e di tempo ne ha, perchè il ragazzo è giovane, 27 anni appena, nonostante l'aspetto non proprio sbarazzino. Nei prossimi giorni, chitarra acustica, banjo e voce, lo trovate qui:
Giovedì 2 - Padova, Pulse Garden
Venerdì 3 - Monza (MI), Libreria Acustica
Sabato 4 - Lugagnano (VR), Emporio Malkovich
Lunedì 6 - Ferrara, Zuni
Martedì 7 - Ravenna, Hana Bi
Giovedì 9 - Pistoia, Pirobutirro
Venerdì 10 - Genova, La Madelaine Cafè
31/05/2005
Che Bob Geldof si sia bevuto il cervello una ventina di anni or sono non avevo dubbi. Esclude le Spice Girls da questo baraccone perchè la loro musica "non è adatta" però suonano Mariah Carey e gli A-ha. E NEK!!! E il fatto che ci sia anche lui (a Berlino) è una caduta che fa più rumore di quella del Muro...I wanna, I wanna, I wanna, I wanna, I wanna really really really wanna zigazig ha.
30/05/2005
E qui spero di non scatenare una polemica. Ma perchè quando promuovo dischi che facili non sono, e lo so, le webzine cosiddette indie ci mettono una vita a tirar su una recensione, e riviste e siti che qualcuno chiamerebbe "sputtanati" mi propongono speciali, preascolti, recensioni con foto del gruppo....e sì, è una polemica. Perchè è vero che "chi lo fa di mestiere" ha tempo di ascoltarsi i dischi, ma insomma, ad intuito sarebbe più normale che a certe realtà ci stessero attenti i "piccoli", e invece poi finisce che si storce il naso se esce la rece su XXX.it, ma devo mandare tre mail per riuscire ad avere un pezzo uno in ascolto su xxxxxxxxx.com, e allora?
26/05/2005
A parte ogni qualunque considerazione su una possibile reunion degli Stone Roses (vedi commenti al post sotto), il fatto che al Traffic a Torino ci sarà un'intera giornata dedicata alla scena di Madchester, con 808 State, Shaun Ryder, New Order e Tony Wilson mi ringalluzzisce non poco!
24/05/2005
Ho linkato tutti? Si legge bene? E' bello? Anzi...bellissimo??? (Vado a dormire?)
23/05/2005
Faccio i post sulla nostalgia, e poi sabato a mezzanotte me ne esco dal Music Store - dopo aver frugato per venti minuti fra i cd in offerta - con in mano una raccolta di BBC sessions dei The Primitives (che non sono quelli di Mal...ovviamente). Andato già in repeat 3/4 volte, Stop Killing Me, Shadow, Everything's Shining Bright...ah, i bei tempi del C86, dello shoegazing, del baggy....ognuno ha le nostalgie che si merita?
"Back then, we were totally intuitive in our approach to making music - here's the songs, get on with it. Glorious ineptitude versus raw enthusiasm seemed to be our method of operation." Paul Court
Per diversi motivi mi trovo a riflettere sulle connotazioni negative di quest'aggettivo. Che, da un certo punto di vista, non sono poi tanto lontane dal concetto di imbecillità.
19/05/2005
Qundo mi arriva nella mailbox la newsletter di NME.com mi accorgo di aver fatto irrimediabilmente tardi ancora una volta davanti al PC.
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